{"id":2991,"date":"2024-02-09T23:20:44","date_gmt":"2024-02-09T22:20:44","guid":{"rendered":"https:\/\/constoronto.esteri.it\/?p=2991"},"modified":"2024-02-09T23:22:03","modified_gmt":"2024-02-09T22:22:03","slug":"partecipazione-del-ministro-antonio-tajani-alle-celebrazioni-per-il-giorno-del-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/constoronto.esteri.it\/it\/news\/dal_consolato\/2024\/02\/partecipazione-del-ministro-antonio-tajani-alle-celebrazioni-per-il-giorno-del-ricordo\/","title":{"rendered":"Partecipazione del Ministro Antonio Tajani alle celebrazioni per il Giorno del Ricordo"},"content":{"rendered":"<p>Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,\u00a0<strong>Antonio Tajani<\/strong>, \u00e8 intervenuto alle celebrazioni per il Giorno del Ricordo. La commemorazione, organizzata presso il Palazzo del Quirinale, si \u00e8 chiusa con un discorso del Presidente della Repubblica,\u00a0<strong>Sergio Mattarella<\/strong>.<\/p>\n<p>Cliccare <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?reload=9&amp;v=-BwUkETBAmA&amp;fbclid=IwAR2Izp6TQD-G4ZGiIhmN_9LVYz9saBZVDcCggsBX25F8n8k8WMsFxg6SVMk\">qui<\/a> per accedere al canale YouTube della Farnesina e visualizzare il video del discorso.<\/p>\n<p><strong>Discorso del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani<\/strong><\/p>\n<p>Signor Presidente della Repubblica,<\/p>\n<p>Autorit\u00e0,<\/p>\n<p>Signore e signori,<\/p>\n<p>Nel giorno del Ricordo, siamo in ideale raccoglimento di fronte a ogni foiba, a ogni cippo o monumento. Di fronte alle molte semplici croci di legno che punteggiano la terra rossa d\u2019Istria a segnare i luoghi l\u00e0 dove si aprono le ferite del suolo che hanno inghiottito migliaia di sventurati, in quella che \u00e8 una delle pagine pi\u00f9 buie della storia del nostro Paese.<\/p>\n<p>Persone che avevano un nome, scomparso nel cuore dell\u2019abisso in ragione di una furia e di un odio che ancor di pi\u00f9 oggi, con la distanza offerta dal tempo, appaiono abominevoli e senza senso.<\/p>\n<p>Caduti della Guardia di Finanza, della polizia, dei carabinieri, delle guardie di pubblica sicurezza. E tante persone normali, farmacisti, avvocati, notabili, insegnanti, professori, medici, negozianti. Sacerdoti, suore, uomini di fede.<\/p>\n<p>Una componente fondamentale della societ\u00e0 della Venezia Giulia venne inghiottita dall\u2019odio. Centinaia di migliaia di persone vennero costrette all\u2019esodo portando sulle spalle un indicibile fardello di dolore.<\/p>\n<p>Il muro dell\u2019oblio \u00e8 stato abbattuto. Il velo del silenzio strappato. Finalmente dal nostro passato emergono i nomi di quei tanti che sono caduti. E con loro, le loro storie.<\/p>\n<p>Penso a Don Francesco Bonifacio, che la Chiesa ha fatto beato nel 2008, denudato, percosso, barbaramente ucciso e gettato in una foiba a soli 34 anni.<\/p>\n<p>Oppure Don Angelo Tarticchio, che venne prelevato nella sua canonica e ucciso dopo lunghe sevizie insieme a 43 suoi parrocchiani, il cui corpo \u00e8 stato ritrovato con sul capo una corona di spine in filo di ferro.<\/p>\n<p>E poi le donne. Penso alle tre sorelle Radecchi, Fosca, Caterina e Albina, di 16, 19, 21 anni, prelevate nel cuore della notte dalla loro abitazione, seviziate e poi gettate vive nelle foibe.<\/p>\n<p>Oppure Alice Abb\u00e0, ancora una bambina quando a soli 13 anni venne rapita e uccisa insieme alla madre, dopo che era stato ucciso anche il padre, vigile urbano.<\/p>\n<p>Ricordiamo quanti vennero costretti ad abbandonare le proprie case, i borghi, in nome di un\u2019ideologia e dell\u2019odio verso l\u2019italiano.<\/p>\n<p>La vicenda dolorosa delle foibe, e il conseguente esodo giuliano-dalmata, furono veri e proprio atti di pulizia etnica.<\/p>\n<p>In quei mesi, alla fine di un tragico conflitto, il pi\u00f9 deteriore nazionalismo e l\u2019ideologia totalitaria si fusero, per scavare un solco sanguinoso fra le popolazioni della sponda orientale dell\u2019Adriatico. Popolazioni che per secoli avevano convissuto, in un equilibrio complesso ma fruttuoso per quelle terre e per quelle genti.<\/p>\n<p>Le foibe purtroppo non sono l\u2019unico atto di pulizia etnica che ha funestato i Balcani nel 20\u00b0 secolo. Si pu\u00f2 anzi dire che abbiano anticipato altre tragedie, che mezzo secolo dopo avrebbero accompagnato la dissoluzione dell\u2019ex-Jugoslavia. Ma naturalmente questo \u00e8 il dramma che ci riguarda pi\u00f9 da vicino, che ci tocca pi\u00f9 dolorosamente.<\/p>\n<p>Per questo il Governo nel 2004 volle fissarne il ricordo in questa giornata, come doveroso omaggio alle vittime e come monito perch\u00e9 simili drammi non si ripetano.<\/p>\n<p>Ricordare \u00e8 un dovere morale, civile, politico, ma non significa in alcun modo riaprire antichi conflitti. I responsabili di quelle stragi sono persone fisiche da tempo scomparse, inquadrate nell\u2019ambito di una forza armata, espressione di uno Stato oggi dissolto \u2013 l\u2019Esercito Popolare di liberazione Jugoslavo, guidato dal Maresciallo Tito \u2013 ed erano ispirate da un\u2019ideologia sconfitta dalla storia.<\/p>\n<p>Gli Stati che hanno preso il posto dell\u2019ex-Jugoslavia non hanno alcuna responsabilit\u00e0 delle violenze di allora.<\/p>\n<p>Sono nazioni amiche e alleate, a partire dalla Slovenia e dalla Croazia, che condividono le nostre scelte di civilt\u00e0, il nostro sistema democratico, l\u2019appartenenza all\u2019Unione Europea e all\u2019Alleanza Atlantica. E proprio la lezione della storia ci dimostra l\u2019importanza dell\u2019allargamento dell\u2019Unione Europea nel resto dei Balcani occidentali.<\/p>\n<p>Ricordare quella stagione di conflitti attraverso materiali oggi a disposizione di tutti, ci consente di avvertire ancora meglio il grande valore della pace, della convivenza proficua e cordiale fra popoli diversi ma uniti da una comune identit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il grande valore dell\u2019Europa, la ragione che \u2013 prima di ogni altra \u2013 ci rende profondamente, convintamente europeisti. Il grande sogno di Adenauer, di Schuman, di De Gasperi, leader di nazioni che si erano combattute aspramente fino a pochi anni prima e che decisero di intraprendere un percorso comune verso un futuro diverso. Un futuro che dopo il 1989 ha coinvolto anche molti Paesi e molti popoli d\u2019Europa fino a quel momento separati dalla cortina di ferro.<\/p>\n<p>Chi come me ricorda con angoscia gli anni nei quali Gorizia era definita la nostra Berlino, gli anni nei quali un confine difficile la separava da Nova Gorica, la stessa citt\u00e0 con una sovranit\u00e0 differente, non fatica a comprendere la portata di quanto \u00e8 successo negli ultimi 35 anni.<\/p>\n<p>Chi come me ricorda il luogo simbolo di questa divisione, la piazza della Transalpina di Gorizia, divisa in due da un muro invalicabile, non pu\u00f2 che provare una profonda emozione attraversando oggi liberamente quella stessa piazza, nella quale nulla \u2013 se non un segno sul terreno \u2013 ricorda le passate divisioni, nella quale italiani e sloveni si muovono liberamente, senza barriere, senza contrapposizioni, senza animosit\u00e0, con la voglia di costruire insieme un\u2019Europa davvero capace di dire \u201cmai pi\u00f9\u201d alle stragi, alle persecuzioni, alle guerre, alle tragedie come quella delle foibe.<\/p>\n<p>Un sacrificio, quello delle vittime italiane, che non sar\u00e0 stato inutile se servir\u00e0 da monito alle generazioni di oggi e a quelle di domani.<\/p>\n<p>E il momento nel quale Lei, signor Presidente della Repubblica, strinse la mano del Presidente sloveno Pahor, proprio sul luogo della Fobia di Basovizza, dove sar\u00f2 domani per deporre una corona d\u2019alloro, il luogo simbolo della tragedia, \u00e8 stato la pagina pi\u00f9 alta di questo percorso di conciliazione, di collaborazione, di lavoro comune sulla memoria e sul futuro.<\/p>\n<p>Signor Presidente,<\/p>\n<p>Significa riunire in un abbraccio, all\u2019ombra del Tricolore, i caduti di allora, coloro che furono costretti a lasciare le loro case, e i loro discendenti che serbano vivo nel cuore il dolore di quei drammi e di quelle tragedie.<\/p>\n<p>Nei loro confronti abbiamo soltanto il dovere della piet\u00e0, del rispetto, della memoria.<\/p>\n<p>Ma la memoria ci pone anche di fronte ad una grande responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi nuove ombre si addensano sulla pace. L\u2019ordine internazionale pacifico, basato sulle regole, \u00e8 posto in discussione in tante aree del mondo, ed anche nel nostro continente.<\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai l\u2019Europa e l\u2019Alleanza Atlantica sono di fronte alle sfide decisive per delineare quello che sar\u00e0 il mondo nei decenni a venire.<\/p>\n<p>Lavorare per una pace giusta, rispettosa dei diritti dei popoli e della sovranit\u00e0 delle nazioni \u00e8 il solo modo che abbiamo per dire davvero \u201cmai pi\u00f9\u201d a tragedie come quella che ricordiamo oggi.<\/p>\n<p>E quindi anche per onorare le vittime delle foibe, in nome\u00a0della piet\u00e0 e del perdono, con un solo modello, quello dell\u2019esempio e riconciliazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,\u00a0Antonio Tajani, \u00e8 intervenuto alle celebrazioni per il Giorno del Ricordo. 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