{"id":76,"date":"2023-01-10T19:24:57","date_gmt":"2023-01-10T18:24:57","guid":{"rendered":"https:\/\/constoronto.esteri.it\/?page_id=76"},"modified":"2023-05-09T23:57:18","modified_gmt":"2023-05-09T21:57:18","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/constoronto.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<p>Il Consolato Generale d\u2019Italia ha sede in un\u2019elegante villa vittoriana costruita nel 1872, una delle poche testimonianze della Toronto ottocentesca e uno degli esempi di stile Secondo Impero pi\u00f9 antichi della citt\u00e0. Originariamente, la villa prese il nome di Chudleigh House, dal nome del villaggio del Devonshire in Inghilterra dove era nato il suo primo proprietario, George Lissant Beardmore, mercante facoltoso e di successo. Tra il 1872 e il 1934, la Chudleigh House fu un importante salotto e punto di incontro dell\u2019alta societ\u00e0 canadese di Toronto.<\/p>\n<p>Tra il 1890 e il 1901, su ordine del figlio di Beardmore, George Whaten, l\u2019edificio venne restaurato dall\u2019architetto Eden Smith, seguendo lo stile architettonico del Secondo Impero nato sotto il patronato culturale francese di Napoleone III come una variante dello stile neo-barocco. In particolare, venne aggiunta un\u2019ampia ala a due piani nella parte ovest dell\u2019edificio insieme ad una recinzione alta sei metri di mattoni e pietra, e i tetti vennero inclinati nello stile mansardato tipico del gusto tardo ottocentesco.<\/p>\n<p>Dopo la morte di George Whaten nel 1934, l\u2019immobile attravers\u00f2 fortune alterne e fu oggetto di numerose negoziazioni e passaggi di propriet\u00e0 fino al 1960 quando, dopo anni di trattative, fu acquistato dalla Comunit\u00e0 italiana e in seguito affidato al Governo italiano nel 1962. Da quel momento, divenne sede del Centro Organizzativo Scuole Tecniche Italiane (COSTI), un centro di formazione atto a favorire l\u2019integrazione degli immigrati italiani nella societ\u00e0 canadese. Quindici anni dopo, nel 1977, il COSTI lasci\u00f2 la Casa d\u2019Italia di Beverley Street, che divenne la sede del Consolato Generale d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Con lo scopo di rendere l\u2019edificio adatto ad ospitare il Consolato, ulteriori opere di riadattamento e restauro dei suoi interni furono avviate nel settembre 1977. I lavori, interamente finanziati dal Governo italiano, furono completati alla fine del 1978. Nel gennaio del 1979 la nuova sede venne inaugurata dall\u2019allora Primo Ministro dell\u2019Ontario William Davis e dall\u2019allora Sottosegretario agli Affari Esteri Italiani Onorevole Franco Foschi, alla presenza dell\u2019allora Ambasciatore d\u2019Italia Giorgio Smoquina e dell\u2019allora Console Generale Guido Nicosia. Dal 1 gennaio di quell\u2019anno la sede venne aperta al pubblico, e vi si trasferirono tutti gli uffici del Consolato Generale e dell\u2019Istituto Italiano di Cultura, rimastovi fino all\u2019ottobre 1982, poi trasferito nell\u2019attuale sede di Huron Street.<\/p>\n<p>A riprova della qualit\u00e0 dei restauri effettuati nei tre anni precedenti, Il 7 marzo 1980, in occasione del Civic Honor Day, l\u2019allora Luogotenente Governatore Pauline McGibbon e l\u2019allora Sindaco del Comune di Toronto John Sewell, conferirono al Consolato Generale D\u2019Italia il premio Historical Board Award of Merit, \u201cin riconoscimento di uno straordinario contributo al mantenimento della storia della Citt\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Da un punto di vista strettamente architettonico, la Chudleigh House rappresenta un classico esempio dello stile Secondo Impero di origine francese. Questo stile si diffuse nel Canada del XVIII secolo grazie all\u2019influenza francese nella provincia del Qu\u00e9bec, per poi diffondersi nel vicino Ontario nell\u2019800. Anche a Toronto, diversi membri dell\u2019alta societ\u00e0 decisero di far progettare e costruire le proprie abitazioni secondo questo stile architettonico: anche solo passeggiando su Beverley St., oltre alla Chudleigh House, si possono notare, tra le altre, la Devon House e la George Brown House.<\/p>\n<p>L\u2019edificio che ospita il Consolato Generale presenta molti degli elementi tipici di questo stile: i tetti a mansarda alla francese e gli abbaini nella parte superiore dei tetti, i cornicioni poggianti su beccatelli decorati, una torretta rettangolare che interrompe la simmetria della facciata principale, il contrasto cromatico tra i mattoni gialli dell\u2019edificio con i tegole scure dei tetti inclinati. A questi elementi tipicamente francesi, si affiancano dettagli che richiamano lo stile vittoriano, in particolare la tipologia delle finestre Erker (o bay window, in inglese). Nel 1981 vennero iniziati ulteriori lavori di restauro degli esterni: in particolare venne completata la recinzione ed ampliato il giardino lungo Beverley Street, nonch\u00e9 posizionata un\u2019asta nel punto pi\u00f9 alto dell\u2019edificio in modo da esporvi la bandiera italiana, come richiesto da molti italiani a Toronto. Per quanto riguarda gli interni, da notare gli ampi saloni che possono ancora fregiarsi dell\u2019originalit\u00e0 dello stile vittoriano ottocentesco. Meritevoli di menzione anche i pregevoli stucchi ed i camini in pietra situati nel salone principale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Consolato Generale d\u2019Italia ha sede in un\u2019elegante villa vittoriana costruita nel 1872, una delle poche testimonianze della Toronto ottocentesca e uno degli esempi di stile Secondo Impero pi\u00f9 antichi della citt\u00e0. 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